APPRENDIMENTO, EMOZIONI, INTELLIGENZA EMOTIVA, MINDSET  

Il tema delle emozioni e della loro interconnessione con la capacità di apprendimento è stato ampiamente esplorato da importanti figure nel campo della psicologia e della pedagogia nel corso del secolo scorso. Due tra i più influenti studiosi che hanno contribuito a evidenziare il stretto legame tra pensiero e sfera emotiva sono Lev Vygotskij, psicologo sovietico, e Jean Piaget, pedagogista e psicologo francese.

In particolare, Vygotskij ha enfatizzato l’importanza della relazione tra studente e formatore, riconoscendo che nei processi di apprendimento sono coinvolti sia aspetti intellettuali che affettivi. L’emozione, secondo Vygotskij, svolge un ruolo cruciale come risposta agli stimoli provenienti dall’ambiente, costituendo un elemento chiave per l’accesso all’esperienza.

La relazione tra emozione e memoria è stata ulteriormente esplorata, evidenziando come il coinvolgimento emotivo influenzi i processi mnemonici. Howard Gardner, psicologo americano e teorico delle Intelligenze multiple, ha ampliato questo concetto affermando che la conoscenza, per essere assimilata ed utilizzata, deve essere immersa in un contesto emotivamente coinvolgente. Situazioni povere di coinvolgimento, secondo Gardner, risultano meno interessanti e meno propense a essere memorizzate.

Tuttavia, è importante sottolineare che esistono situazioni in cui le emozioni possono sopraffare la concentrazione, influenzando negativamente la memoria di lavoro coinvolta nell’acquisizione di informazioni.

Daniel Goleman, psicologo e scrittore statunitense, ha ulteriormente approfondito il ruolo delle emozioni nell’intelligenza emotiva. Nel suo libro del 1995, “Intelligenza Emotiva – Che cos’è perché può renderci felici”, Goleman ha sintetizzato importanti risultati delle neuroscienze, affermando che l’intelligenza emotiva comprende la capacità di riconoscere e gestire i propri sentimenti, motivarsi e gestire positivamente le emozioni nei rapporti con sé stessi e con gli altri, contribuendo così in modo significativo al benessere emotivo complessivo.                            

Egli suggerisce di potenziare l’intelligenza emotiva già dai primi anni di scuola, attraverso strategie didattiche che aiutano i bambini ad affrontare la complessità della natura umana, imparando a riconoscere, esprimere e gestire le emozioni, come quelle spiacevoli (ad esempio la rabbia): si può così isolare l’emozione per poi affrontarla in un secondo momento.                                                                                                                                             La consapevolezza delle proprie emozioni diviene anche capacità di gestire le difficoltà che un percorso di studi presenta, mantenendo un livello di motivazione funzionale al perseguimento dei propri obiettivi, contribuendo ad alimentare un mindset positivo,    ossia quell’atteggiamento mentale con il quale si legge e si interpreta la realtà, oltre che se stessi                                                                                    Infine, imparare e allenarsi a comprendere le proprie emozioni consente di apprendere a capire anche quelle altrui, fatto che si traduce nella capacità di mettersi nei loro panni, e quindi di provare empatia, aspetto che favorisce rapporti interpersonali costruttivi e nutrienti.                                                                                       In sintesi, allenare lo sviluppo dell’intelligenza emotiva ha degli effetti positivi a 360 gradi, investendo la dimensione intra e interpersonale e i risultati scolastici.

 (Curci, A., Lanciano, T., & Soleti, E. 2014). Emozioni in classe: il ruolo degli insegnanti                   Abilità di Intelligenza emotiva nel predire il successo degli studenti.                                                                        The American Journal of Psychology, 127 (4), 431-445).
(MacCann, C., et al; 2020). Emotional intelligence predicts academic performance
D.Goleman Intelligenza emotiva
Gardner, Howard   Stati d’animo: la teoria delle intelligenze multiple

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